Processo minorile

Si parla di processo minorile per indicare un procedimento a carico di minorenni. La sede naturale è il Tribunale per i Minorenni, competente per i reati commessi dai minori di 18 anni e diverso da quello ordinario (che subentra dal venticinquesimo anno di età).

Caratteristica del processo minorile è quella di recuperare gli aspetti positivi del minore mediante un percorso penale il meno traumatizzante possibile.

La legge per minorenni non è diversa da quella degli individui che hanno superato la maggiore età, ma ci sono delle specifiche previsioni normative redatte a tutela del soggetto minorenne.

Messa alla prova e tenuità del fatto

Il pubblico ministero e il giudice acquisiscono elementi sulle condizioni e le risorse personali, familiari, sociali e ambientali del minorenne con lo scopo di accertarne l’imputabilità e il grado di responsabilità, valutare la rilevanza sociale del fatto ma anche disporre le adeguate misure penali e adottare gli eventuali provvedimenti civili.

Anche le caratteristiche di personalità del ragazzo sono importanti nel definire se il minore può andare incontro alla messa alla prova, ad esempio.

Può capitare che il fatto ascritto appaia privo di significato criminoso e di concreta rilevanza sociale, alla stregua delle tenuità delle conseguenze prodotte e dell’occasionalità del comportamento deviante e in tal caso il minore può ottenere l’assoluzione per tenuità del fatto.

Informazioni perdono giudiziale minorenni

Misure cautelari minorili

Nei confronti dell’imputato minorenne vengono applicate misure cautelari minorili personali alla luce di quanto previsto dal codice di rito negli articoli 273 e 274 nonché subordinate alle esigenze di studio e di vita del minore in virtù del principio della graduatezza e della adeguatezza della stessa.

Nel disporre le misure il giudice tiene conto, oltre che dei criteri indicati nell’articolo 275 del codice di procedura penale, dell’esigenza di non interrompere i processi educativi in atto. Quando è disposta una misura cautelare, il giudice affida l’imputato ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia, i quali svolgono attività di sostegno e controllo in collaborazione con i servizi di assistenza istituiti dagli enti locali.

Le misure diverse dalla custodia cautelare possono essere applicate solo quando si procede per delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

Il giudice, inoltre, può disporre la custodia cautelare laddove sussista un concreto pericolo che vi sia reiterazione del reato, inquinamento probatorio, o la personalità dell’imputato sia tale da far presumere che lo stesso commetta un reato con l’uso delle armi o altri mezzi di violenza.

Casellario giudiziale per i minorenni

Presso ciascun tribunale per i minorenni, sotto la vigilanza del procuratore della Repubblica presso il medesimo tribunale, l’ufficio del casellario per i minorenni raccoglie e conserva, oltre alle annotazioni di cui è prevista l’iscrizione da particolari disposizioni di legge, l’estratto dei provvedimenti indicati nell’articolo 686 del codice di procedura penale riguardanti minorenni nati nel distretto.

I provvedimenti e le annotazioni riguardanti minorenni nati all’estero o dei quali non si è potuto accertare il luogo di nascita nel territorio dello Stato si conservano nell’ufficio del casellario giudiziale minorenni presso il tribunale per i minorenni di Roma.

Le certificazioni relative alle iscrizioni nel casellario per i minorenni possono essere rilasciate soltanto alla persona alla quale si riferiscono o all’autorità giudiziaria.

Informazioni sul processo minorile

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