Gratuito patrocinio a spese dello Stato

patrocinio a spese dello statoIl “gratuito patrocinio” o “patrocinio a spese dello Stato” è un istituto giuridico previsto dall’ordinamento italiano il quale ha lo scopo, come specificato dall’art. 24 della Costituzione Italiana, di garantire il diritto di difesa a persone non in grado di munirsi autonomamente del patrocinio di un avvocato per l’incapacità reddituale di sostenerne il costo.

Tale istituto è l’ideale per quelle persone che, nonostante le scarse disponibilità economiche, abbiano la necessità di essere tutelate legalmente, sia per agire che per difendersi. Esse possono richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, usufruendo dell’istituto del Patrocinio a spese dello Stato (comunemente detto gratuito patrocinio).

Soggetti ed esclusioni

I soggetti che possono chiedere il patrocinio a spese dello Stato, chiaramente in possesso di previsti requisiti economici, sono:

  • tutti i cittadini italiani;
  • gli apolidi (coloro che sono privi di cittadinanza)
  • gli enti o le associazioni senza fini di lucro che non esercitano attività economiche;
  • gli stranieri con regolare permesso di soggiorno.
Consulenza online

Per quali cause è possibile chiedere il gratuito patrocinio

Il gratuito patrocinio è previsto per i processi penali, tributari, amministrativi e civili, comprese le procedure di volontaria giurisdizione, separazioni e divorzi, ed è ammesso in ogni grado.

Il patrocinio a spese dello stato non può essere utilizzato per proporre l’impugnazione di una causa dove il richiedente è risultato soccombente.

Esclusi dal beneficio del gratuito patrocinio: giudizi penali

  • Chi è indagato, imputato o condannato per reati di evasione fiscale.
  • Chi è difeso da più di un avvocato.

Esclusi dal beneficio del gratuito patrocinio: altri giudizi

  • Chi sostiene ragioni manifestamente infondate.
  • Chi intenti una causa per cessione di crediti.

I requisiti per ottenere il gratuito patrocinio

Come regolamentato dal testo Unico sulle Spese di Giustizia, l’accesso al beneficio della difesa processuale gratuita è consetito solo a coloro il cui reddito annuo imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superi la soglia attualmente posta a 11.528,41.

Notare che, nel caso in cui il soggetto richiedente l’assistenza legale conviva con il coniuge o con altri familiari, il limite massimo per l’ammissione al gratuito patrocinio è costituito dalla somma dei redditi conseguiti da ogni componente della famiglia, incluso ovviamente il richiedente stesso.
In questo caso il tetto reddittuale di 11.528,41 è maggiorato di 1.032,91 per ciascuno dei familiari conviventi.
Poniamo che la famiglia del richiedente sia composta da 3 persone, in questo caso il tetto massimo per la concessione del gratuito patrocino è pari a € 13.594,23.

Ne consegue quindi che vanno computati tutti i redditi delle persone presenti sullo stato di familia.

Fanno eccezione, alla regola sopra esposta, quei processi nei quali gli interessi del richiedente vanno in conflitto con quelli degli altri componenti del nucleo familiare ovvero dove l’oggetto della causa è altamente personale (come ad esempio il diritto al nome). In tali casi si tiene conto del solo reddito del richiedente l’ammissione mai sommando il reddito degli altri familiari conviventi.

Quale reddito considerare per l’ammissione al gratuito patrocinio?

Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, deve essere considerato il solo reddito delle persone fisiche, e cioè l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche).

Per la determinazione del reddito imponibile si devono necessariamente considerare tutti i redditi che per legge:

  • Sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (ad es. l’assegno sociale, le indennità e gli assegni eogati ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili).
  • Sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’impresa (ad es. gli interessi sui conti correnti bancari o postali).
  • Sono soggetti a imposta sostitutiva (ad es. interessi sui BOT o su altri titoli del debito pubblico).

Per approfondimenti sulla propria situazione reddituale, si consiglia caldamente la consulenza di un avvocato che potrà chiarire gli eventuali aspetti oscuri della materia.

Reddito Isee: un errore da non commettere!

Il reddito calcolato ai sensi dell’Isee (Indicatore della Situazione Economica) non è assolutamente un indicatore da prendere come riferimento per l’ammissione al gratuito patrocinio, in quanto esso è soltanto uno strumento di misurazione della condizione economica utilizzato per determinare il costo di prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate sitauzioni economiche del cittadino.

Si deve prestare molta attenzione a non sbagliare perchè l’errata imputazione di detrazioni e deduzioni non consentite per la determinazione del reddito, ed invece permesse per la determinazione dell’Isee, conduce alla commissione del reato di false dichiarazioni il quale può portare ad essere perseguiti legalmente.

Come presentare la domanda d’ammissione al gratuito patrocinio

La via migliore è sicuramente quella di rivolgersi al proprio avvocato che, con la conoscenza dei riferimenti normativi più aggiornati e grazie alla propria esperienza, saprà certamente condurvi attraverso l’iter più corretto evitando perdite di tempo e possibili errori.

Consulenza online per gratuito patrocinio a Lodi

Per avere maggiori informazioni o per chiedere di essere assistito nell’ammissione al gratuito patrocinio, puoi contattarci usando questo modulo.

Nome

Comune di residenza

Email

Oggetto

Testo del messaggio